Giulio Seniga e Anita Galliussi: fotostoria

Fotostoria

Un racconto per immagini


 Dagli anni Venti agli anni Novanta del Novecento: le vite intrecciate di Giulio Seniga e Anita Galliussi.

di Martino Seniga.

Giulio Seniga e Anita Galliussi.
Giulio Seniga e Anita Galliussi.

Riguardando le foto di Giulio Seniga e Anita Galliussi, scorrono le immagini di due vite, inizialmente separate, nel tempo e nello spazio, ma poi fortemente unite e praticamente indissolubili. Nelle foto, ogni tanto, ci sono anch’io, unico figlio di Anita e Giulio. Sono nato a Milano nel 1955 ed ho vissuto con i miei genitori fino al 1974, poi ho continuato a seguire la loro vita e la loro attività da altre città e altre nazioni.

Negli anni cinquanta e sessanta la nostra era una famiglia «militante»: il centro di gravità di tutto era l’ideale e l’azione politica. I miei genitori non erano sposati ed io non ho mai ricevuto un’educazione di tipo religioso ma la nostra era una vita molto normale; del resto in quegli anni l’Italia stava rapidamente cambiando e gli schemi culturali e famigliari stavano diventando meno rigidi. Comunque, dal mio punto di vista, la nostra era una famiglia unita ed abbastanza divertente.

Mio padre Giulio, pur essendo totalmente preso dalla militanza politica, era una persona allegra, non priva di trovate creative, a volte imprevedibili. Inoltre era spesso attorniato da amici e colleghi con cui aveva la capacità di instaurare rapporti di grande empatia. In sua compagnia si potevano incontrare personaggi famosi come Ignazio Silone, Giorgio Galli, Edgar Morin, uomini politici come Onorato Damen, Eric Heffer, Antonio Landolfi, Aldo Aniasi, intellettuali e semplici militanti come Walter Kendall, Bruno Rizzi, Vittorio Libéra, Gaetano Arfé, Piercarlo Masini, Ugoberto Alfassio Grimaldi, Andrea Bertazzoni, Umberto Tommasini.

Mia madre Anita si occupava di me, della casa, della «segreteria» di mio padre e della Casa Editrice Azione Comune. Quando mio padre doveva scrivere un articolo o un testo particolarmente impegnativo Anita si sedeva alla macchina da scrivere e assieme trovavano la formulazione migliore alle loro idee.

Anita con la madre Mira Ronco a Ivanovo, URSS, 1936.
Anita con la madre Mira Ronco a Ivanovo, URSS, 1936.

Una delle prime foto di Anita la ritrae con la madre in Russia. Anita ha 10 anni e si trova nel nuovo istituto di Interdom a Ivanovo, una cittadina sperduta nella steppa tra Mosca e i monti Urali. Sua mamma, Mira Ronco Galliussi, che lavorava a Mosca, era andata a trovarla nell’Istituto dove veniva educata con altri bambini, figli e orfani di militanti comunisti perseguitati nei loro paesi d’origine o rifugiati in Unione Sovietica. Nel 1931 Anita e Mira erano partite clandestinamente da Udine, per raggiungere a Parigi il padre di Anita, Sante Galliussi, militante del partito comunista italiano ed esule politico. In Francia Anita aveva frequentato la prima elementare ma poi Sante era stato arrestato in Italia, nel corso di una missione clandestina per conto del partito, e Anita era dovuta ripartire con la madre Mira, questa volta per Mosca.

«Il mio caso d’altronde non era il più triste. Tra le mie compagne ve n’erano che non avevano mai conosciuto i genitori, altre li avevano persi in tragiche circostanze. (…) Anche Emmy ed Elsy Stenzer, le gemelle tedesche mie coetanee, avevano la mamma a Mosca. Il loro babbo, invece, deputato comunista del Reichstag, era stato assassinato dai nazisti.» (Anita Galliussi, I figli del Partito, Vallecchi, 1966)

I «figli del partito» in vacanza ad Artek, in Crimea, 1938 (Anita terza da destra, in ultima fila).
I «figli del partito» in vacanza ad Artek, in Crimea, 1938 (Anita terza da destra, in ultima fila).

Un salto di qualche anno ci porta in Svizzera nell’autunno del 1943. Giulio Seniga ha 28 anni, è un antifascista, ex operaio e membro della commissione interna dell’Alfa Romeo; dopo l’8 settembre è riparato a Lugano dove ha aderito al Partito Comunista e sta svolgendo attività di reclutamento per le forze partigiane che si stanno organizzando sulle montagne dell’Ossola e della Valsesia.

La prima fototessera di Giulio Seniga, Lugano 1943.
La prima fototessera di Giulio Seniga, Lugano 1943.

Negli anni della guerra partigiana Giulio svolgerà molti incarichi ed affronterà alcune missioni molto rischiose che gli procureranno anche gravi ferite. Nel 1944 è uno dei punti di riferimento delle Brigate Garibaldi nel corso della Repubblica Partigiana della Val d’Ossola, al seguito di Cino Moscatelli.

Il Comando delle Brigate Garibaldi, aprile 1945: in prima fila, col cappello, Cino Moscatelli; Seniga è il secondo da destra.
Il Comando delle Brigate Garibaldi, aprile 1945: in prima fila, col cappello, Cino Moscatelli; Seniga è il secondo da destra.

Una foto del 28 aprile 1945 lo ritrae in piazza del Duomo a Milano, con Cino Moscatelli e Luigi Longo. Una prova, secondo mio padre, che Longo non poteva trovarsi a Dongo nel giorno in cui furono eliminati Benito Mussolini, Claretta Petacci ed alcuni gerarchi fascisti. Nel gennaio 1946 Giulio è a Roma per partecipare, ancora vestito con la divisa di comandante partigiano, al V congresso nazionale del Partito comunista italiano.

Pochi mesi dopo, nel marzo 1947, gli sarà chiesto dal Partito di trasferirsi a Roma, per lavorare con Pietro Secchia nell’Ufficio organizzazione del PCI. Anita e la mamma Mira sono nel frattempo rientrate in Italia dalla Russia. La prima tappa è a Udine dove scoprono che Sante, il padre di Anita, era deceduto a causa di una malattia contratta in carcere. Nelle settimane successive raggiungono Roma dove iniziano a lavorare per il Partito comunista.

Seniga a Mosca nel dicembre 1949, per il compleanno di Stalin, con i figli di Gramsci, Matteo Secchia e Mario Spallone.
Seniga a Mosca nel dicembre 1949, per il compleanno di Stalin, con i figli di Gramsci, Matteo Secchia e Mario Spallone.

Giulio Seniga era ormai un esponente di fiducia dell’apparato del PCI, collaboratore di Secchia: faceva parte di quel gruppo di funzionari che si occupavano della vigilanza e si muovevano regolarmente tra Roma, Mosca e altre capitali europee. Aveva anche conseguito il brevetto di pilota di aviazione civile, per pilotare un aereo a disposizione del Partito, che sarebbe stato utilizzato per tentare di trasportare in un paese amico i capi del PCI in caso di un golpe antidemocratico.

Giulio Seniga, come è testimoniato anche dal suo primo testo autobiografico «Io Credevo», scritto nei primi anni Cinquanta e pubblicato postumo nel volume Credevo nel Partito, non si riconosce più nella linea del partito. Le sue critiche riguardano in particolare l’asservimento alle direttive di Mosca e l’ipertrofia dell’apparato centralizzato del partito, che ritiene troppo burocratico e poco interessato ai reali problemi dei militanti di base e della classe operaia.

Il 25 luglio 1954 qualcosa si rompe in modo definitivo. A rischio della propria vita e indifferente al suo futuro personale, Giulio Seniga decide di intraprendere un’azione individuale di rottura nei confronti del vertice del partito comunista italiano, messa nero su bianco in una lettera a Pietro Secchia. Niente sarà più come prima. Seniga inizia una lunga e difficile campagna militante tornando a Milano e cercando contatti con compagni operai, ex-partigiani e con gruppi di dissidenti comunisti in Italia e in Francia. Questa prima azione, sviluppatasi nell’arco di circa sei anni, porta alla nascita di Azione comunista e del movimento della Sinistra Comunista.

Lanzo d’Intelvi (Como), 1955: Martino in braccio alla madre Anita, al centro Giulio e, vicino a lui, André Marty.
Lanzo d’Intelvi (Como), 1955: Martino in braccio alla madre Anita, al centro Giulio e, vicino a lui, André Marty.

Nel 1955 entro in scena anch’io: a Lanzo d’Intelvi, in braccio a mia madre Anita, accanto a mio padre e ad André Marty, ex-segretario dell’Internazionale comunista e comandante delle Brigate Internazionali in Spagna, espulso dal Partito Comunista Francese con l’accusa di «frazionismo». Erano anni di intensa attività per mio padre e mia madre: macinavano migliaia di chilometri su una vecchia Fiat, spostandosi dall’Italia alla Francia fino all’Inghilterra, dove Giulio era in contatto con militanti della sinistra laburista e delle Trade Unions.

Giulio con il figlio Martino dopo la pubblicazione di «Togliatti e Stalin», 1961.
Giulio con il figlio Martino dopo la pubblicazione di «Togliatti e Stalin», 1961.

Nel 1961 mio padre pubblica il suo primo libro, Togliatti e Stalin (Sugar, 1961), e inizia l’attività della casa editrice Edizioni Azione Comune, che nell’arco di 25 anni pubblicherà una quarantina di testi di politica ed economia, diventando un punto di riferimento per la sinistra socialista, libertaria e antistalinista. Terminata la militanza nei movimenti della sinistra comunista, Seniga e l’amico Pier Carlo Masini si iscrivono al Partito socialista italiano di Nenni e Mancini: un’adesione motivata dalla volontà di contribuire a costruire un grande partito di sinistra, autonomo dall’egemonia comunista. Per Seniga il modello è quello delle socialdemocrazie scandinave.

Nel 1967, in occasione della crisi in Medioriente conclusasi con la Guerra dei sei giorni, nasce a Milano l’UDAI (Unione democratica amici d’Israele), di cui mio padre è stato l’infaticabile motore organizzativo fino alla metà degli anni Novanta. In pochi mesi costruisce intorno all’UDAI un vasto movimento che conta sull’adesione dei principali esponenti politici dell’arco costituzionale e democratico milanese e italiano.

Israele, anni Ottanta: Giulio Seniga con Shimon Peres.
Israele, anni Ottanta: Giulio Seniga con Shimon Peres.

Giulio Seniga continua in quegli anni l’attività di giornalista, collaborando in particolare con il quotidiano del partito socialista, l’«Avanti!». Negli anni Ottanta avvia un’attenta opera di riproposizione storica di avvenimenti legati alla Resistenza ed alla lotta al nazifascismo: un lavoro di documentazione e testimonianza che, respingendo la facile retorica, voleva riportare al centro dell’attenzione il ricordo dei militanti più umili e dimenticati. Gli stessi protagonisti, spesso sconosciuti e a volte sconfitti, a cui Giulio Seniga e Anita Galliussi hanno dedicato tutta la loro lunga attività pubblica e politica.

Giulio Seniga e Anita Galliussi a una manifestazione partigiana a Milano, 1987.
Giulio Seniga e Anita Galliussi a una manifestazione partigiana a Milano, 1987.